Variazioni su noie vetuste
di
Ettore Marino
Premessa. L’innamorato che corteggi col canto una fanciulla sorda si destina a cantare finché morte lo liberi. Quando l’innamorato non è un singolo, bensì un collegium aperto a nuovi adepti, il canto si fa eterno, e la noia grottesca. Deridere chi ama è villania malvagia; tentar di aprire gli occhi a chi ama vanamente, è atto soccorrevole, benevolenza da fratello. Se il collegium, però, si mostra sordo anch’esso ai consigli della disillusione, può accadere che il soccorrevole fratello prenda a tornare alla carica ogni volta che può, giustapponendo noia a noia. Continua a leggere…