14 Ottobre 2026

Saggistica

Saggistica

Sul futuro di una lingua morta

di

Mario Gaudio

Ho sempre amato il latino per due motivi paradossalmente antitetici, se non sotto il profilo concettuale, almeno dal punto di vista dell’etica di fondo che li alimenta. Se da un lato considero la lingua di Cicerone e Virgilio «un capolavoro di logica, di sintesi e di musica» ‒ la definizione è di Vittorio Feltri e non si può che condividerla ‒, dall’altro non nascondo un certo vezzo ‒ frutto di una piccola dose di narcisismo da cui spero che il lettore voglia bonariamente assolvermi ‒ per la citazione, il gusto di inframmezzare nel discorso qualche sentenza latina, non tanto per impressionare il prossimo quanto per sentirmi piccola parte di quella «repubblica delle lettere» di cui si vagheggia da secoli. Continua a leggere…

LetteraturaSaggistica

Una storia di whisky, tabacco e canzoni

di

Mario Gaudio

Il whisky è stato il ventennale compagno di Fabrizio De André. Nei riflessi fulvi del distillato aleggiano il disagio, l’ispirazione e il coraggio di un artista che, attraverso il suadente e letale fascino dell’alcol, ha cercato di ammansire una innata timidezza e il peso di una figura paterna ingombrante e oppressiva, esempio di un perbenismo borghese benestante e ipocrita di cui, sin da giovanissimo, egli ha avvertito e denunciato le contraddizioni. Continua a leggere…

Saggistica

Cronache di un tempo crudele

di

Mario Gaudio

Gigi Riva, da buon giornalista e romanziere, vive di scrittura ed è noto che chi scrive ‒ volente o nolente ‒ intinge la penna nell’inchiostro della memoria. Così facendo, egli imprime su carta ‒ antico e affascinante rito ‒ vite e tradizioni, azioni e pensieri e riveste di un corpo fatto di parole ‒ insindacabile garanzia di esistenza ‒ le speranze, i sogni, i segreti e i tormenti di singoli individui ed intere generazioni. Continua a leggere…

Saggistica

Una pagina di geopolitica

di

Mario Gaudio

L’instabilità politica mondiale è ritornata ad essere motivo di attenta analisi e accesa discussione sulle principali testate giornalistiche internazionali, dal momento che il nuovo focolaio di guerra divampato in Iran condiziona, più o meno direttamente e sotto molteplici aspetti, le vite di noi tutti. Continua a leggere…

Saggistica

Briganti. Non fu vera gloria

di

Mario Gaudio

Il brigantaggio è, senza dubbio, un fenomeno estremamente complesso, la cui trattazione non può certo esaurirsi nei limiti delle poche righe che seguiranno.

Tuttavia, cercherò di delineare alcune spigolature storiche utili ad inquadrare le cause che portarono le campagne del meridione d’Italia ad essere infestate da questa piaga criminosa. Continua a leggere…

Saggistica

Se (me) lo dici tu!… Follia e discorsi

di

Ettore Marino

L’articolo che segue era già stato pubblicato sul numero 75 della cosentina semestrale rivista di cultura ilfilorosso. Con il permesso di chi la dirige, lo propongo ai lettori di Terre Letterarie.

C’è un colloide che tutti ci tiene. Si chiama Chiacchiera. Lo materiano noia, invadenza melliflua o arrogante, onniscienza distratta, simpatia revocabile. È una sorta di limo, buono all’attacco e alla difesa, che danna e salva perciò tutti e ognuno. S’irrigidisce a volte in sasso: salvifico anche qui, giacché chi ha poche idee, e le ami quanto ama sé stesso, incede e frange ogni barriera. Si chiacchiera, e si è: si è l’ubiquità senza nome né volto, si è il tutto-tutti che nulla tollera oltre sé… Continua a leggere…

Saggistica

Di paesaggi guariti e memorie risanate

di

Mario Gaudio

L’umanità ha da sempre avuto un atteggiamento bifronte nei confronti della memoria e la letteratura, fedele specchio della vita e dei tempi, ha provveduto in più occasioni a registrarne gli esiti.

Da un lato, si è sviluppato un senso di repulsione verso il ricordo. Ne dà testimonianza l’argentino Jorge Luis Borges (1899-1986) che, in uno degli scritti contenuti nel volumetto filosofico-letterario intitolato Altre inquisizioni, racconta un episodio particolarmente significativo: «Il fuoco, in una delle commedie di Bernard Shaw, minaccia la biblioteca di Alessandria; qualcuno esclama che brucerà la memoria dell’umanità, e Cesare gli dice: Lasciala bruciare. È una memoria d’infamie». [1]

Dall’altro lato, parafrasando il titolo di un famoso saggio di Primo Levi (1919-1987) e inquadrandolo in un’ottica universale, i «salvati» di ogni epoca e luogo hanno cercato di custodire e di tramandare con fedeltà la memoria dei «sommersi», di coloro che non erano riusciti a sopravvivere di fronte alle oppressioni della Storia. Continua a leggere…