26 Ottobre 2026

Dante Alighieri

Saggistica

Sul futuro di una lingua morta

di

Mario Gaudio

Ho sempre amato il latino per due motivi paradossalmente antitetici, se non sotto il profilo concettuale, almeno dal punto di vista dell’etica di fondo che li alimenta. Se da un lato considero la lingua di Cicerone e Virgilio «un capolavoro di logica, di sintesi e di musica» ‒ la definizione è di Vittorio Feltri e non si può che condividerla ‒, dall’altro non nascondo un certo vezzo ‒ frutto di una piccola dose di narcisismo da cui spero che il lettore voglia bonariamente assolvermi ‒ per la citazione, il gusto di inframmezzare nel discorso qualche sentenza latina, non tanto per impressionare il prossimo quanto per sentirmi piccola parte di quella «repubblica delle lettere» di cui si vagheggia da secoli. Continua a leggere…

Arbëria

Spiriti affini mescolati in poesia

di

Mario Gaudio

Anno di grazia 1872. A pochi chilometri di distanza ‒ per l’esattezza quelli che separano San Demetrio Corone da Vaccarizzo Albanese ‒ e a soli quattro mesi di differenza, vengono alla luce due personaggi destinati ad imprimere un’impronta significativa nell’ambito della cultura d’Arbëria: Salvatore Braile (1872-1960), alias Rrashkati, e Antonio Scura (1872-1928), alias Dhaskli, intellettuali inquieti che, benché caratterizzati da temperamenti differenti, possono vantare una consistente serie di affinità che proveremo a far emergere. Continua a leggere…